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SIAMO POSITIVI*

La testimonianza di un volontario.

Ho inforcato la bicicletta e dopo mezz’ora di pedalata sono arrivato in via Zamenhof, zona sud di Milano. Era un po’ che non andavo fisicamente in Associazione, ci stavo tornando per realizzare il nuovo video per la campagna annuale di raccolta fondi.

Appena arrivato mi sono trovato davanti una lunga e ordinata fila di persone fuori dall’ambulatorio ancora chiuso in attesa di farsi provare la temperatura e accedere ai servizi medici. Tante persone da ogni parte del mondo. 

Ho legato la bicicletta, ho chiesto permesso, ho suonato il citofono, ho detto che ero lì per fare le riprese e sono entrato. Non avevo ancora visto la trasformazione della sede con tutte le misure di sicurezza per il Covid e mi ha fatto una certa impressione. I medici si stavano vestendo per fare il triage e i volontari dell’accoglienza stavano per i iniziare il turno dietro i pannelli di plexiglass.

Mi hanno misurato la febbre mi hanno fatto accedere all’ambulatorio. Dietro di me hanno cominciato ad entrare gli utenti, ognuno con i suoi problemi e tutti sollevati dal fatto di essere accolti a curati. 

Vedendoli accomodare in sala d’attesa, ho pensato che davvero di questi tempi un’Associazione come il Naga è preziosa e che senza di essa molte persone senza assistenza sanitaria non saprebbero davvero a chi rivolgersi. E ho anche pensato che fare volontariato per un’Associazione del genere è, prima di tutto, un grande privilegio.

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