Nagazzetta luglio 2016

la lettera

 

Ma i rom dove sono finiti? sono tornati tutti a casa (per fortuna)?

Francesca Maiorina da Muggiò

 


A Milano tremilacinquecento erano dieci anni fa e tremilacinquecento sono oggi, contando sinti, khorakhané, harvati e rom. Forse oggi anche cinquecento meno. Gente che va, gente che viene. Mille nei campi autorizzati e duemila fuori, in giro. Nei campi regolari oggi meno perché due sono stati smantellati, naturalmente per il bene dei rom stessi e per favorirne l'inclusione sociale.
Per i cosiddetti rom irregolari la vita è anche peggiore. La appena passata giunta milanese rivendicava un paio di mesi fa di avere compiuto oltre 1.300 sgomberi in due anni, cioè quasi due al giorno, cioè a dire che i 2.000/2.500 senza fissa dimora sono stati sgomberati a rotazione più volte senza che, tuttavia, ciò abbia inciso sul numero complessivo. Una strategia fallimentare e punitiva.
Dunque, i rom sono ancora qui.
Alle volte, come emerso di recente a Roma, servono per lucrare qualche tangente. Perché, però, stimolino tanta acrimonia fatico a spiegarmelo. Per un terzo sono cittadini italiani, per oltre un terzo sono bambini e in tutto rappresentano lo 0,2% della popolazione milanese e lo 0,09% rispetto alla città metropolitana: una miseria. Ma è forse proprio la miseria a fare paura.

 

Viso Pallido

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Nagazzetta giugno 2016

la lettera

 

E gli scafisti? Vi piacciono anche gli scafisti?

Demetra da piazzale Brescia

 


Federica Mogherini, rappresentante della Ue per gli affari esteri, a fine 2015 ha annunciato che sarebbero state inasprite le  misure di repressione nei confronti dei trafficanti di uomini (e di donne, naturalmente) e ormai da più di qualche anno la retorica dello scafista cattivo è ampiamente diffusa. Secondo tale rappresentazione, i migranti si muovono verso l’Europa perché dei malvagi ce li portano.
L'utilizzo del concetto di trafficking è tuttavia fuorviante: non si tratta di persone ingannate o costrette a spostarsi contro la loro volontà, ma di persone obbligate a pagare qualcuno per poter emigrare o fuggire. Adopero, con riferimento alla domanda, le parole di Ambrosini: "tutt’altro che brava gente, ma non certo la causa del fenomeno".
Infatti, non potendo entrare legalmente in nessun paese europeo, per un migrante, un profugo o un asilante l'unica possibilità che resta è quella dell'ingresso illegale. Se fosse banalmente possibile imbarcarsi su un aereo o su una nave, certo verrebbero preferiti al gommone o al barcone sgangherato.
Il racconto del passeur malvagio è però assai utile per invertire causa ed effetto. Nel non volere i migranti, ci si può difatti dividere tra chi non li vuole tout court e chi ostenta una guerra ai contrabbandieri di umani.
Al contrario, è la combinazione dell'impossibilità di rimanere in patria con il divieto di arrivare altrove che determina la proliferazione dello scafista.

 

Viso Pallido

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Nagazzetta aprile 2016

la lettera

 

Basta con sta retorica dei poveri bambini stranieri. Bravi i deputati inglesi. Perché non facciamo così anche da noi?

Battista dal Quartiere Sant'Ambrogio

 

Detto che della domanda mi stupisce solo che non ci sia scritto retorica buonista (accoppiata inscindibile), ecco il fatto: la camera dei comuni inglese ha rigettato l'emendamento che prevedeva di accogliere 3mila bambini migranti che gia' si trovano in Europa.
Trovo però ancora più sconvolgente la motivazione ufficiale del ministero degli interni, secondo cui il no deriva dalla necessità di non "incoraggiare le famiglie a inviare i propri figli da soli in Europa esponendoli ai rischi del viaggio e al pericolo dei trafficanti di esseri umani". E già, perché il retro-pensiero all'incirca e': 'sti sub-umani che vivono di merda, figliano come conigli, si fanno delle guerre assurde, professano religioni sanguinarie, si rubano l'un altro (e chissachealtro) mica stanno attenti come noi ai nostri figli, che li proteggiamo e cerchiamo di farli vivere sicuri (e, tra l'altro, dell'insicurezza chi dobbiamo ringraziare?); 'sti qui, appena possono, spediscono uno o l'altro dei loro (tanti) figli alla ventura in Inghilterra, fregandosene dei pericoli. Male che vada, ne fanno un altro.
Come si dice: l'e'peso el tacon del buso (tacon = pezza).
In realtà, credo che il pensierino-base dei vari Nigel Adams, Jo Churchill, Tom Elliott, Mark Spencer (veri deputati inglesi votanti) sia un altro: non li vogliamo, non vogliamo che lo stato spenda soldi per tirarli su (pensiero laterale: che poi, alla fine, magari diventano pure terroristi). Affermazioni, per inciso, che in termini di voto giovano assai.

 

Viso Pallido

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Nagazzetta marzo 2016

la lettera

 

Finalmente, nonostante le vostre cause, i rom di Via Idro li hanno sgomberati e, in fondo, non me ne frega niente.

Milan da Rho Fiera

 

I rom di Via Idro hanno il difetto di essere rom, una minoranza sfilacciata che a malapena innervosisce la sinistra pallida milanese e che neppure tange il cittadino comune, se non in conto di disprezzo. Per assurdo, a destra, un qualche interesse lo risvegliano; almeno per contrapposizione, che è parecchio più dell'indifferenza.
(Ove mai rilevi) non sono profughi né scappano da guerre o carestie; banalmente, quelli di Via Idro, qui sono nati e sono perfino italiani.
Probabilmente il Naga ha sbagliato; non doveva iniziare una causa evidenziando che si tratta di appartenenti al popolo Rom, comunità Harvati; sarebbe stato assai meglio scrivere che il Comune di Milano voleva forzatamente sgomberare e ha sgomberato da alloggi regolarmente concessi fin dal 1989 un centinaio di cittadini italiani, poveri, per la metà minorenni e di cui tre malati. Punto. Senza inutili richiami a categorie recessive come minoranza o, addirittura, discriminazione.
Sarebbe bastato, effettivamente, limitarsi a sottolineare - con forza - che i sacri diritti inviolabili (quanto meno proprietà, scuola e salute) di alcuni sfortunati appartenenti alla maggioranza stavano per essere violati. Allora sì, forse, si sarebbe evitato il buonismo falso e insopportabile dell'integrazione e dello sgombero per il loro bene: nessuno da includere, da recuperare scolasticamente, da formare o da avviare al lavoro.
Perché rovinare tutto scrivendo che sono rom?
Sì, effettivamente, degli zingari non frega un cazzo a nessuno.

 

Viso Pallido

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Nagazzetta febbraio 2016

la lettera

 

Cosa c'entrano i cinesi con le primarie e con Sala?

Wu dal Monumentale

 

Si potrebbe partire da Crozza: "I cinesi hanno votato Sala senza sapere perché. Come tutti quelli che votano Pd".
Si potrebbe dire che nel sabato incriminato i voti sono stati circa 7700, di cui il 4% di cittadini stranieri e una sub-frazione di cittadini cinesi, tra i quali bisognerebbe forse distinguere tra cinesi-cinesi (col pds in regola, per carità) e italo-cinesi e ulteriormente tra cantonesi, di Shanghai, del Guangdong o dello Yunnan. Sappiamo poi dai giornali che i votanti irregolari - pare che non sapessero la lingua né leggessero la scheda - sono stati circa una trentina: meno dello 0,4% dei votanti di giornata e meno dello 0,05% dei complessivi. Poca roba, insomma.
Si potrebbe aggiungere che l'a priori (il)logico della querelle riposa evidentemente sulla generalizzazione secondo cui "i cinesi" non hanno alcun motivo per partecipare alle primarie: se si presentano, devono essere stati intruppati.

 

Infine, ci si potrebbe piuttosto domandare perché "i milanesi" abbiano votato per Sala, dato che in genere sanno leggere e comprendere la scheda. Detto che le alternative non erano solleticanti, si fanno delle ipotesi: perché è stato bravo con l'Expo, perché era il candidato renziano, perché Pisapia non è un gran oratore, perché ha tenuto la 'ndrangheta fuori dagli appalti pubblici (sempre Expo), perché Parisi è più a sinistra di lui e lo dice pure, perché Sala tanto si sapeva che avrebbe vinto, perché il centro-sinistra non è la sinistra.

 

Viso Pallido

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Nagazzetta gennaio 2016

la lettera

 

Richiedenti asilo: taglieggiati in Danimarca e in Svizzera, marchiati di rosso in Gran Bretagna. Stiamo esagerando?

Saverio da Quarto Cagnino

 

L'idea, appena approvata dal parlamento danese e già operativa in Svizzera, di sequestrare ai migranti denaro o beni per coprire le spese dell'accoglienza e della procedura per la determinazione dello status di rifugiato, riposa su convinzioni becere e diffuse: i servizi si pagano, mica possono venire qui ad approfittare delle nostre tasse; se vengono qui, che contribuiscano anche loro; è come per i mendicanti, sembrano dei poveracci ma i soldi ce li hanno e più di noi; tanti sono immigrati normali che fanno finta di essere perseguitati; se non alzavano la testa a casa loro, non c'era bisogno che partivano; gli diamo casa e lavoro ma ci sono in giro danesi (e svizzeri) che crepano di fame e non sanno dove dormire; sono tutti musulmani.


In più c'è il calcolo politico, peraltro storicamente perdente, secondo cui per evitare di perdere voti vanno inseguite le destre xenofobe (in Danimarca c'è il Partito del Popolo Danese) sul loro terreno. Con il risultato che i cittadini preferiscono, però, sempre votare l'originale piuttosto della copia.


Dunque, di provvedimenti odiosi e afflittivi ne verranno presi ancora.


A Middlesbrough, infine, l'ente gestore (G4S, una multinazionale convenzionata con lo stato inglese), per motivi che lascio tutti da immaginare, pare che da almeno quattro anni colori di rosso le porte delle case dei richiedenti asilo, dimostrando che il privato (magari pure sociale) non fa peggio del pubblico.

 

Viso Pallido

Nagazzetta Febbraio 2015

LETTERA

 

Arridatece Gheddafi o almeno mettiamo una rete anti-immigrati sotto Lampedusa?

Olimpia dalla Maggiolina

 

Gheddafi è morto e direi: punto. La rete la ancoriamo al fondale marino o la facciamo galleggiante con una parte sommersa bella lunga tipo iceberg? Alta quanto sul pelo dell'acqua? Elettrificata? Bisogna comunque prevedere il pattugliamento continuo della Guardia Costiera e il divieto di soccorso. Deve partire - come minimo - da Mazara del Vallo, doppiare Pantelleria, passare sotto Lampedusa, risalire a ovest di Malta e arrivare a Pozzallo.

 

Purtroppo pesci aggressivi nel mediterraneo ce ne sono pochi; sull'insediamento di specie allogene si può comunque ragionare senza inutili apriorismi. Ove si decidesse per l'introduzione di squali, si potrebbero sempre mettere delle reti a protezione delle spiagge e del turismo. I costi dell'intervento possono essere coperti tagliando definitivamente le spese per l'assistenza degli immigrati e tassando per una percentuale addizionale gli stranieri che vivono in Italia.

 

I capitali privati sono agevolmente coinvolgibili in cambio dei diritti di sfruttamento di parte del demanio dello stato. Si tratta, tra l'altro, di un rilevante traino per il rilancio economico, un intervento misto pubblico-privato di stampo keynesiano. L'opposizione interna dei disfattisti, dei buonisti, dei filosofi, dei no-tutto va zittita con estrema fermezza, s'intende.

 

[risposta liberamente ispirata da vari commenti di lettori pubblicati sui siti di Repubblica, Corriere della Sera, Il Sole 24 Ore e La Gazzetta dello Sport]

Viso Pallido

Nagazzetta - Marzo 2015 -

LETTERA

 

Un po' di astinenza sessuale non sarebbe male per queste persone ... e noi italiani che non possiamo permetterci neanche un figlio...

Tiziana da Vaiano Valle

 

E' certo che l'astinenza sessuale non conduce alla procreazione, ma non sono del tutto sicuro che la Signora Tiziana volesse intendere che "noi" italiani facciamo meno sesso di "loro", queste persone.

 

Non ne facciamo meno, ma facciamo meno figli perché siamo più responsabili: ecco, forse il pensiero può essere ricostruito così. Oppure: ne facciamo meno, di sesso, perché più moderati; ne facciamo meno, di prole, perché più responsabili. Ma, anche, perché non ce lo possiamo permettere. Perché più poveri? Singolare.

 

Andando al nocciolo, l'astinenza sessuale di queste persone non sarebbe affatto utile. Se parliamo dell'Italia e a dar retta all'Istat, la previsione 2007/50 esclude un ricambio positivo delle generazioni per via della sola dinamica naturale; il saldo nascite-decessi sarebbe negativo da un minimo di 169 mila a un massimo di 435 mila unità. Nel 2014 è stato al di sotto della "parità" sia il numero dei nati da madri italiane che quello da madri straniere: 1,31 per le prime e 1,97 (in calo) per le seconde.

 

Nel contempo, la popolazione sta invecchiando. L'età media ha raggiunto i 44 anni e mezzo.

 

Nel contempo, gli italiani emigrati all'estero sono stati l'anno scorso 91 mila.

 

Nel contempo, i ragazzi fino a 14 anni non sono nemmeno il 14% della popolazione totale, mentre gli ultra-sessantacinquenni sono quasi il 22%.

 

Si direbbe insomma che non ci sia affatto il pericolo di una sovrabbondanza di figli di immigrati. Anzi.

 

Eppure la Signora è preoccupata ugualmente. Perché? Teme l'invasione, teme l'imbarbarimento della razza: pochi, vecchi, poveri ma noi.

 

Viso pallido

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Nagazzetta - APRILE 2015 -

LETTERA

 

Giusto! Bombardiamo le navi e arrestiamo gli scafisti! Finalmente una proposta!

Rocco da Milano

 

Solo due mesi fa mi era capitato di scrivere di altre buone proposte: reti elettrificate che tagliano il Mediterraneo, pattugliamento costante della guardia costiera, divieto di soccorso e insediamento di squali aggressivi e specializzati.
Il bombardamento no, non l'avevo considerato.
Era così semplice: i cattivi sono gli scafisti, che, favoriti strumentalmente dalle milizie islamiste (o peggio dall'Isis tout court), lanciano orde di immigrati cenciosi verso le coste di Europa.
In un solo colpo, gli immigrati vengono degradati da esseri umani ad arma di offesa e gli scafisti diventano il (nuovo) capro espiatorio.
La mistificazione funziona benissimo: chi vuole bombardare di precisione dall'alto, chi vuole rifondare la XMas e inviare "maiali" nei porti libici, chi vuole schierare le portaerei, chi vuole anche il supporto di terra, chi si affiderebbe ai droni. Tutti comunque d'accordo che finalmente si può fare qualcosa contro qualcuno. Si può dire, anzi. Beninteso il piano è simbolico; ciò che interessa è lo slittamento etico; il fastidioso senso di colpa diventa legittimo risentimento, l'impotenza diviene possibilità di azione e la causalità misteriosa prende sostanza di malvagi in carne e ossa.
Poco conta che le navi siano in realtà barconi e che gli immigrati non siano altro che uomini, donne e bambini che cercano o debbono muoversi. Secondo la rappresentazione corrente, se va bene sono strumenti nelle mani degli scafisti, se va male sono complici. In ogni caso, chissenefrega.

 

Viso pallido

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Nagazzetta - Maggio 2015 -

LETTERA

 

Nella grande abbuffata di Expo la fame è indigesta?

Terenzio da Piazzale Libia

 

Trattandosi di un concetto in negativo (dal latino fatisci, cioè venir meno, mancare), la fame è difficile da rappresentare e, quando comunque lo si fa, riesce poco accattivante.

 

Il tema dell'Esposizione Universale milanese è poi "Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita" (maiuscole incluse): se sei un conservatore depressivamente affezionato allo spirito critico, traduci "fame nel mondo - facciamo qualcosa"; se sei un consumatore, neppure necessariamente edonista, leggi "ricette dal mondo e forse qualcosa di bio".

 

In buona sostanza, che Expo attiri più che deprimere, sdoganando a latere l'approccio privatistico al cibo. Gli eventi infatti sono del tipo: "Presentazione della Bottega e degustazione non convenzionale di prodotti (coinvolgimento dei consumatori nell’analisi sensoriale e visiva dei prodotti degli agricoltori della bottega in confronto con i prodotti GDO)" oppure "The Cooking Show – Il mondo in un piatto" ma anche "TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership): un'opportunità economica e una sfida per le PMI italiane" e ancora "Nutrire il Pianeta con la Culinary Nutrition. Due cooking show sulla cucina antiaging" (titoli davvero tratti dal programma del 26/5/2015).

 

Cosa vorrebbe, Terenzio? Slow-fame?

 

Viso pallido


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Nagazzetta - Giugno 2015 -

LETTERA

 

La ruspa di Salvini farà davvero la storia?

Maddalena da Sesto Calende

 

C’era una ruspa nel pratone di Pontida, made by Caterpillar. Per ora, la storia l’ha fatta il marchio Caterpillar che ha imposto il suo nome al mezzo meccanico. In tutto il mondo, persino nel varesotto. Tant’è che una delle canzoni di Umberto Bossi, quand’era un teddy boy con aspirazioni artistiche, era intitolata “Col caterpillar”. Nel testo, l’invasivo manufatto serviva per sfondare il muro di una banca e “prendersi il grano”. Senza aver letto Brecht, il ragazzo sapeva che è più criminale fondare una banca che svaligiarla.
Quel pizzico di sovversivismo giovanile manca totalmente nell’uso che della ruspa fa Matteo Salvini. Fin qui, il leader della Lega in versione nazional-lepenista aveva fatto rombare il motore della ruspa negli studi televisivi sempre e soltanto contro gli accampamenti di rom e “clandestini”.  Scopo del mezzo meccanico: asfaltare i deboli, gli ultimi, gli straccioni. Nel rito di Pontida, Salvini si è parzialmente emendato: d’ora in avanti la ruspa la userà prima contro Renzi, poi contro i soliti rom. Non si tratta della classica politica dei due tempi. Contemporaneamente Salvini deve dirigere la ruspa contro il basso (da lì vengono i voti) e contro l’alto (per scalzare dal potere Renzi e prendere il suo posto). Ci riuscirà? Finirà in un fosso? Lo dirà la storia, appunto.
Per ora non resta che constatare che la scena politica italiana si riduce alla sfida tra un rottamatore (non sentite il rumore meccanico del camion della spazzatura?) e un ruspista. Sembra di essere al parco giochi. A furia di svecchiare la politica, l’hanno resa infantile.

Viso pallido


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Nagazzetta Settembre 2015

la lettera

 

Ma cosa diranno di noi all'estero?

Werner dal Corvetto

 

Braccio di Orione nana gialla G2V pianeta 3 anno siderale 29 rapporto 12.3
L'osservazione prolungata della specie animale, che popola in abbondanza il pianeta e si autodefinisce sapiens, induce a ritenere che sia composta da esseri aggressivi tanto verso altre specie quanto verso i simili. Tale caratteristica risulta potenzialmente involutiva per il pianeta intero.
Si notano significativi squilibri, allo stato incomprensibili, nel consumo di risorse tra gruppi di sapiens alle volte anche relativamente contigui.
L'abuso di beni comuni è generalizzato ma in ampie zone risulta maggiormente accentuato nonché accompagnato dalla contaminazione degli elementi chimici base del pianeta.
Le discrasie appaiono sia inter-zona che intra-zona. Non è un obiettivo dei sapiens la gestione ponderata delle materie prime né il raggiungimento dell'equilibrio quantitativo e qualitativo all'interno della specie.
La mobilità dei sapiens è relativa. Tuttavia, plurimi fenomeni ricorrenti durante il periodo di osservazione portano a ipotizzare che a larghe masse di sapiens sia addirittura vietato uscire dalla propria zona.
L'accesso dei flussi di soggetti in condizioni deteriori viene violentemente avversato soprattutto nelle aree ove gli organismi appartenenti alla specie sono mediamente più vecchi, meno numerosi e in migliore stato.
I sapiens ignorano il principio di conservazione delle grandezze, cosicché il bilanciamento tra popolazioni avviene lo stesso ma in un lasso temporale maggiore, con incommensurabile maggior attrito e con il prodursi di molteplici fenomeni disfunzionali a latere.
Conclusione: non adatto allo sbarco pacifico.

 

Viso pallido


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Nagazzetta Ottobre 2015

la lettera

 

Perchè il Naga si chiama Naga?

Teresa da Buguggiate

 

Il nome l'ha trovato Italo Siena, medico libertario straripante di understatement che mai ho sentito rivendicare di essere il fondatore del Naga.
La storia che so io è che il Naga sarebbe un mitologico serpente del bene e del male, a sette teste, su cui simbolicamente poggia il regno di Cambogia. Ma i naga sono anche un'antica razza di uomini-serpente (spesso donne-serpente) presente nella religiosità e nella tradizione vedica e induista; e in numerosi miti sono esseri titanico-demoniaci, combattuti dagli dei.
La contrapposizione giusto-sbagliato attraversa il Naga fin dall'origine e ne esce destrutturata: occuparsi dei migranti irregolari è giusto ma per la legge no; l'asilo politico è un diritto internazionale ma l'Italia lo declina come un privilegio;
l'associazione ovvia alle inadempienze dello Stato ma non vuole farlo per e con il beneplacito dei Ministeri; la legge è uguale per tutti eppure il carcere è un contenitore di cittadini stranieri.  
Naga, nondimeno,  è anche un acronimo liberamente componibile: nucleo anti-grulli acrimoniosi, nucleo assistenza gente abbandonata, nucleo associativo grane e affini, nani artisti guitti affabulatori, nuovo aggregato giganti e arlecchini, nobile associazione dei generali appiedati.
Ne avete già abbastanza (?) ...

 

Viso pallido


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Nagazzetta novembre 2015

la lettera

 

Ma quante guerre ci sono???

Chiara dalla Comasina

 

Guerre, ce ne sono di dichiarate. Striscianti, se non se sa molto tranne che ci sono. Fredde (da rimpiangere?), se combattute sull’equilibrio della minaccia atomica. Diplomatiche, tipo Cavour. Per procura, fatte fare ad altri e altrove, tipo Arabia Saudita-Iran. Guerriglie, se chi colpisce poi scappa. Umanitarie, quando gli uni, avendo la ragione dei diritti civili, possono colpire in modi inumani. Stellari, vedi George Lucas. Puniche (3), piuttosto antiche, tra cartaginesi e romani. Guerra totale, se non conosce limitazioni di ordine morale, politico e di risorse. Santa, ma per questa temo di non avere definizioni. Economica, se invece di abbondare le bombe a mancare sono i soldi, possibilmente del tutto. Dei bottoni, e questa ci piace. A bassa intensità, cioè tra il sobillamento e la sovversione. Giusta, vedi umanitaria (ovverosia quando gli uni, avendo la ragione dei giusti, possono colpire in modi ingiusti). Asimmetrica, Davide contro Golia senza che sia detta la vittoria del primo. Civile, se interna allo Stato, tipo rivoluzione, secessione armata, colpo di stato, repressione. Chimica, con l'uso di sostanze più tossiche del piombo. Chirurgica, guerra buona che ammazza solo i cattivi (e quelli che colpevolmente stanno lì intorno). Dal cielo, può essere chirurgica ma anche totale...
Sporca, sempre.

 

Viso pallido


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Nagazzetta dicembre 2015

la lettera

 

Donald Trump: ogni paese ha il pericoloso cretino di successo che si merita?

Lo Zanni da Porta Cicca

 

Ce ne fosse solo uno per paese, probabilmente saremmo a cavallo. Temo ce ne siano molti di più per ogni paese ma pure per ogni regione e città. Se proviamo a ribaltare la domanda, come potrebbe venire? Ogni paese ha i quieti perspicaci d'insuccesso che si merita? Questa già mi suona più familiare.
Venendo a Trump, non sono persuaso che sia un cretino. Al contrario, sa che a sparare sull'immigrazione si guadagnano (tanti) voti e ancor più, oggi, a dire cose becere dell'Islam. Il sistema rigidamente bipartitico degli Stati Uniti gli garantisce che le uscite populiste e demagogiche si tramutino in consenso diffuso e, a proposito, è sufficiente ricordare Gore Vidal, secondo il quale la democrazia americana si risolve in un sistema a partito unico governato da due destre.
Il nostro T. per un verso incarna la “simpatica” dabbenaggine di Ronald Reagan e George Bush (c'ho perfino un cavatappi rosso a casa che, a ogni stappo, blatera le fesserie di Bush jr.), mentre per l’altro verso impersona il ruolo del muscolare, stolido difensore della superiorità e della purezza americana. E' una figura unificatrice per i conformismi; attraversa la rust belt, il west e il profondo sud, passa dal Tea Party e arriva fino ai suprematisti bianchi.
Ai tanti capelli e ai tanti soldi, entrambi di dubbia origine, Trump aggiunge la fortuna di un cognome con significati positivi: asso nella manica, briscola, simpaticone, un tipo in gamba e addirittura “credibile” (urge rivedere il lemma nei dizionari!).
Dunque, pericoloso sì, di successo pure, cretino mah.

 

Viso pallido


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