Nagazzetta giugno 2016

la lettera

 

E gli scafisti? Vi piacciono anche gli scafisti?

Demetra da piazzale Brescia

 


Federica Mogherini, rappresentante della Ue per gli affari esteri, a fine 2015 ha annunciato che sarebbero state inasprite le  misure di repressione nei confronti dei trafficanti di uomini (e di donne, naturalmente) e ormai da più di qualche anno la retorica dello scafista cattivo è ampiamente diffusa. Secondo tale rappresentazione, i migranti si muovono verso l’Europa perché dei malvagi ce li portano.
L'utilizzo del concetto di trafficking è tuttavia fuorviante: non si tratta di persone ingannate o costrette a spostarsi contro la loro volontà, ma di persone obbligate a pagare qualcuno per poter emigrare o fuggire. Adopero, con riferimento alla domanda, le parole di Ambrosini: "tutt’altro che brava gente, ma non certo la causa del fenomeno".
Infatti, non potendo entrare legalmente in nessun paese europeo, per un migrante, un profugo o un asilante l'unica possibilità che resta è quella dell'ingresso illegale. Se fosse banalmente possibile imbarcarsi su un aereo o su una nave, certo verrebbero preferiti al gommone o al barcone sgangherato.
Il racconto del passeur malvagio è però assai utile per invertire causa ed effetto. Nel non volere i migranti, ci si può difatti dividere tra chi non li vuole tout court e chi ostenta una guerra ai contrabbandieri di umani.
Al contrario, è la combinazione dell'impossibilità di rimanere in patria con il divieto di arrivare altrove che determina la proliferazione dello scafista.

 

Viso Pallido

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