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Nagazzetta di giugno

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Ora è qui
11 giugno, stazione di Rogoredo.
41 persone buttate sul marciapiede.
Scalze. Alcuni con un numero appiccicato
sulla maglietta. Lo stesso odore degli
sbarchi, ma senza l’adrenalina del
“ce l’ho fatta!”
Senza speranza, sospesi. “Dove siamo?
Ci lasceranno qui?”
“Vogliamo solo dormire e lavarci, riposarci.
Siamo stati in viaggio 5 giorni in
mare poi caricati su dei bus e ora qui.
Siamo partiti dai nostri paesi molto
tempo fa… 9 mesi, … un anno…”
“Puoi chiamare mia sorella? ”
“Abbiamo perso amici nelle acque internazionali”
“Vuoi restare in Italia?” “Non lo so,
non ho neanche le scarpe…”
Inglese e francese perfetti, facce stravolte,
sguardi che cercano un appiglio,
un futuro almeno di qualche ora. Alcuni
piangono. Li informiamo, li rassicuriamo
(un po’), lasciamo i nostri numeri: fateci
sapere.

19 giugno, al Naga.
Uno dei migranti “di Rogoredo” arriva
al Naga: “Volevo salutarvi”.
Una maglietta pulita, la tessera Atm in
mano, la domanda di protezione internazionale
presentata, un posto dove
stare per sei mesi, un cellulare che funziona.
“Voglio conoscere la città. Ce l’avete
una cartina?”
È forte, fortissimo, pieno di desiderio
verso il futuro.
Il peggio forse è passato (le violenze in
Libia, il salvataggio in mare, il marciapiede
di Rogoredo).
Ora è qui.

La redazione della Nagazzetta

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