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Effetti non collaterali

Un anno fa morirono nel canale di Sicilia 366 persone.
Secondo l’Organizzazione Internazionale delle Migrazioni, negli ultimi 14 anni
sono morte, ogni giorno, 8 persone nel tentativo di raggiungere un Paese
diverso da quello dove sono nate e la maggioranza di loro è morta nel tentativo
di raggiungere l’Europa.

Il
numero dei morti è impressionante, ma lo è ancora di più l’insistente ipocrisia
con la quale si continua a gestire il
fenomeno migratorio attraverso un dispositivo perverso che abbina assenteismo,
repressione, disciplinamento e sfruttamento e che produce, come effetto non
collaterale, le morti quotidiane.

L’operazione
Mare Nostrum ha salvato molte vite
che sono state però poi abbandonate in un Paese che, secondo la legge, dovrebbe
essere d’asilo, ma è di fatto di passaggio… foto-segnalamenti, centri di
detenzione, stazioni con persone in cerca di accoglienza… si tenta di tutto pur
di non affrontare l’immigrazione per quello che è: un fenomeno del presente.

Il
desiderio, la volontà di varcare un confine per salvarsi la vita o per
migliorarla si scontra con leggi e pratiche repressive che hanno come unico
risultato quello di rendere gli spostamenti pericolosi e gestiti da
organizzazioni criminali, ma non certo di fermarli.

E’
un’ipocrisia di fondo che avvolge la Fortezza Europa, sempre più isolata
in un mondo in evoluzione, che non solo non accoglie, ma neanche coglie
l’opportunità di rinnovarsi accogliendo … purtroppo rimane vero ciò che avevamo
detto un anno fa: “la risposta europea
rimane sempre la stessa: rafforzare la Fortezza Europa. Una fortezza sempre più
vecchia, che cerca di conservare, chiudendosi, un passato e una presunta
identità in disfacimento, senza nuove idee per affrontare la realtà e tantomeno
il futuro. O si troverà una soluzione politica per affrontare quella che non è
un’emergenza, ma un fenomeno del presente, o le morti in mare continueranno,
come le lacrime di coccodrillo”.

 

Info: 349 160 33 05
– naga@naga.it

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