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Morti in mare: diciamo la verità.

Un nuovo naufragio, oltre 700 morti nel Canale di Sicilia.

Neppure il più grande naufragio delle recenti migrazioni nel Mediterraneo segnerà un cambio di rotta delle politiche europee sull’immigrazione, nessuna soluzione strutturale verrà trovata, perché, diciamo la verità: di questi morti non importa niente a nessuno.

Si continuano a cercare capri espiatori: i trafficanti, gli scafisti, l’instabilità della Libia, etc.

Forse verrà messo in atto qualche dispositivo emergenziale finito il quale le morti riprenderanno.

Si continuerà a pensare di poter contrapporre dispositivi normativi alla volontà di salvarsi la vita o, semplicemente, di provare a
cambiarla in meglio.

Si continuerà a pensare a come “contrastare un’emergenza”, invece di cambiare ottica e pensare a come accogliere un fenomeno della storia, del presente, dell’umanità.

Si proverà, ancora una volta, a distinguere tra gli immigrati buoni, i richiedenti asilo, e tutti gli altri da rispedire indietro non potendo neanche più sfruttarli per un lavoro che non c’è più.

Si cercheranno soluzioni apparenti per gestire “la grana” e non soluzioni politiche per prendere atto della realtà.

Si continueranno a fare leggi inutili e criminalizzanti.

Non funzionerà, come non ha mai funzionato.

La verità è che di queste morti non importa niente a nessuno, non sono una priorità, fanno, ormai, parte del panorama e continueranno.

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