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Zoning: una mozione sulla prostituzione

La settimana scorsa è stata approvata a Milano,
dal Consiglio
di zona 2, una mozione sullo zoning in materia
di
prostituzione.
Senza farsi attendere, la Consigliera Comunale Iardino ha
dichiarato che
arriverà a breve anche una contro-mozione.

“Crediamo che la mozione approvata dal Consiglio di Zona 2, a
livello locale,
costituisca un primo passo di un lungo percorso verso una
maggiore tutela dei
diritti delle persone che si prostituiscono”, affermano i
volontari dell’unità
mobile “Cabiria” del Naga che raggiungono,di notte, le persone
che si
prostituiscono in strada e forniscono un servizio di prevenzione
sanitaria e di
informazione legale.”Ci auguriamo che segni l’apertura di un
dibattito
serio, affrontando il tema nella sua complessità e coinvolgendo
tutti gli
attori interessati”.

“Lo zoning non è la creazione di ‘zone a luci rosse’, ma un
tentativo per
garantire una maggiore sicurezza per le persone che si
prostituiscono,
favorendo la mediazione in alcune zone ad alta conflittualità e
dando vita un
percorso condiviso tra tutte le parti coinvolte: le persone che
si prostituiscono,
i cittadini, le unità di strada, le Istituzioni e le forze
dell’ordine.

Un modo per far star meglio le persone che si prostituiscono
perché più sicure;
i cittadini perché partecipano a un processo di gestione; le
unità di strada
perché hanno un ruolo vitale, non secondario e riconosciuto; le
forze
dell’ordine perché possono dedicarsi di più (fondi e politica
permettendo) alla
parte più criminale connessa col fenomeno. E si tratta di un
tentativo per
affrontare il problema insieme e nella sua ampia complessità”,
proseguono i
volontari.

“Inoltre, crediamo sia importante chiarire che laprostituzione
è un
fenomeno che non riguarda solo le donne ma anche uomini e
persone trans. E non
tutte le persone che si prostituiscono sono vittime di tratta”,
proseguono dal
Naga. “La tratta è un reatoche va perseguito con ogni mezzo
possibile, ma
va anche riconosciuto cheuna parte delle persone che si
prostituiscono lo
fanno volontariamente e liberamente: ne rifiutiamo la
vittimizzazione e sosteniamo
il loro diritto all’autodeterminazione. Crediamo quindi che la
zonizzazione sia
un tentativo per affrontare il problema insieme e nella sua
ampia complessità:
criminalizzare sex worker e clienti, punendoli a suon di
ordinanze, rischia
solo di sommergere il fenomeno, di relegarlo a spazi ancor più
nascosti e
inaccessibili, edunque più insicuri per le persone coinvolte”,
concludono i volontari.

Il Naga continuerà a monitorare la situazione per strada e si
augura che
l’approvazione della mozione possa essere l’inizio di una
ricerca se di buone e
diverse prassi.

Info: naga@naga.it
– 349
160 33 05

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