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TAR: rigettata la richiesta di sospensiva dello sgombero del campo di via Idro

Il Tribunale Amministrativo Regionale di Milano rigetta la richiesta di sospendere la procedura di sgombero del campo di Via Idro non ritenendo sussistere un pregiudizio grave e irreparabile, si legge:

Ritenuto che pertanto non si ravvisa un pregiudizio con carattere di gravità ed irreparabilità in capo ai ricorrenti, posto che agli stessi viene comunque garantito un alloggio nell’immediato, a fronte della precaria situazione del campo di Via Idro, che non consente, per l’incolumità e la sicurezza degli stessi residenti, la loro ulteriore permanenza“.

A riguardo il presidente del Naga Pietro Massarotto ha dichiarato: “Si stabilisce oggi un vero e proprio ribaltamento di prospettiva, non l’ente pubblico che concorda con i cittadini – che hanno sottoscritto un contratto a tempo indeterminato di assegnazione della piazzola in Via Idro – il percorso di uscita e di integrazione alloggiativa definitiva ma l’ente pubblico che, al più, “aiuta” gli abitanti che ha allontanato.

Ed è solo a seguito di un tale ribaltamento di senso che diviene possibile che non vengano offerte soluzioni abitative stabili e a tempo indeterminato, come previsto nelle “Linee Guida Rom, Sinti, Caminanti” approvate nel 2012 (e poste a base della delibera di sgombero), ma “spazi” destinati in via precaria e contingente in strutture di emergenza residenziale.

Tali Linee Guida, tra l’altro, prevedevano varie opzioni: dall’edilizia sociale in abitazioni ordinarie pubbliche (case popolari), al sostegno all’acquisto o all’affitto di abitazioni ordinarie private, all’autocostruzione, all’affitto di casolari o cascine di proprietà pubblica in disuso, ad aree sosta per i non stanziali, alla regolarizzazione della presenza di roulotte in aree agricole di
proprietà, alle micro-aree attrezzate, alla messa a norma di abitazioni preesistenti.

La sentenza non la condividiamo e stiamo quindi già valutando con i nuclei familiari di Via Idro di presentare ricorso per l’appello cautelare al Consiglio di Stato“.

Il Naga continuerà, in ogni caso, a battersi perché i diritti di TUTTI i cittadini di questa città vengano rispettati, continuando a ritenere che i progetti interculturali si fanno insieme ai soggetti interessati oppure non esistono.

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