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Il Caso Diciotti

Dopo sei giorni passati in mare e cinque ormeggiati nel porto di Catania, sono finalmente sbarcati oggi i restanti 137 migranti dalla nave Diciotti. Di seguito l’intervista fatta ieri sera a Paola Ottaviano, avvocato di Borderline Sicilia, che ci aveva raccontato la situazione prima dello sbarco.

Com’è la situazione sulla nave?
Sono salita a bordo venerdì che era il nono giorno dopo il salvataggio in mare. Le condizioni igienico sanitarie sono pessime, le persone mangiano e dormono per terra su dei cartoni poggiati sul ferro della nave che di giorno raggiunge temperature altissime. C’è un telone troppo piccolo per coprirle dal sole e quando piove si allaga tutto. Ci sono casi di scabbia ma soprattutto le persone sono fortemente traumatizzate per quanto hanno passato in Libia, per le violenze subite.

Mi dici la cosa che più ti ha colpita?
Per quanto io sia abituata a sentire racconti di violenze subite, che tra l’altro sono il frutto degli accordi che noi abbiamo fatto con la Libia, vedere gli occhi delle persone che ti raccontano di essere stati in detenzione per anche due, tre anni, di aver subito torture e violenze è davvero molto difficile. Alcuni di questi mi hanno anche riferito di essere stati in prigioni gestite direttamente dall’Isis. Queste persone mi chiedono perché sta succedendo tutto questo.

Quindi queste persone secondo te avrebbero diritto di fare richiesta d’asilo?
Sicuramente ogni persona ha diritto a fare richiesta di protezione, poi saranno le commissioni territoriali a decidere chi ne ha diritto e chi no. Non si può impedire alle persone di fare la domanda. In tal senso io accompagnavo sulla nave l’onorevole Fassina che ha chiesto alle autorità di parlare con le persone in modo che chi volesse potesse fare una dichiarazione di volontà per richiedere la protezione umanitaria e questo ci è stato impedito. Siamo al di fuori di qualsiasi cornice normativa e di diritto.

Quindi a tuo parere quali norme sono state violate in questa vicenda?
C’è una violazione di norme penali: parliamo di sequestro di persona, abuso d’ufficio e secondo noi si profila anche il reato di tortura perché si tratta di persone che si trovano in uno stato di limitazione della libertà personale a cui si sta infliggendo un trattamento inumano e degradante.

Essendo state violate tutte le norme, è la politica la responsabile?
La politica ha preso il sopravvento in modo totalmente illegale: se si vuole discutere la questione della ricollocazione, è lecito farlo ma va discussa nelle sedi europee, si cambiano le leggi nelle sedi appropriate, non facendo atti di forza sulla pelle delle persone, tenendo in ostaggio persone deboli e vulnerabili come sta facendo il ministero dell’interno con un governo a sua volta debole che gli permette di fare tutto questo.

Com’è la situazione sul molo, c’è mobilitazione contro questa situazione?
Qui a Catania dal primo giorno di attracco c’è stata una forte presenza di attivisti, in tutti questi giorni, ogni giorno c’è stato un presidio e stasera (n.d.r. sabato) ci sono davvero tantissime persone qui al porto per manifestare contro questa situazione.

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