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Cosa prevede il decreto Salvini su immigrazione e sicurezza

Braccianti agricoli nel ghetto di Rignano Garganico, l’8 agosto del 2018. (Antonio Masiello, Getty Images)

Il processo di disumanizzazione dei cittadini stranieri e di trasformazione di un fenomeno naturale come l’immigrazione in una calamità naturale hanno reso possibile l’approvazione del cosiddetto “Decreto- Salvini”.
Al di là dei singoli provvedimenti che Annalisa Camilli su Internazionale illustra molto chiaramente, quella che emerge è un’idea di società già precarizzata nei fatti, dal diritto al lavoro a quello all’assistenza, che diventa precarizzata per legge.
Una società dove veder riconosciuti diritti fondamentali diventa una concessione e, in quanto tale, revocabile. Il decreto fa riferimento ai cittadini stranieri, ma questa idea di società riguarda e coinvolge tutti. Una società che non ambisce al benessere collettivo dei propri cittadini, ma dove, si fa pensare, si può star meglio solo se alcuni staranno peggio. Alcuni da tenere a distanza e da incontrare il meno possibile, perché se li incontri potrebbe capitarti di pensare che non sono altri, ma son proprio come te. Dove i diritti vengono distribuiti a chi se li merita, diritti in esaurimento per cittadini divisi in piccole categorie in competizione.
Come Naga continueremo a fornire, oggi più che mai, i nostri servizi ai cittadini stranieri che ne hanno bisogno e continueremo a pensare che i diritti, il benessere e la sicurezza o sono collettivi o non sono.
Andiamo avanti, controvento.

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