Notizie

Beato il Paese che non ha bisogno di eroi

Prima: un autobus in fiamme, i bambini tutti in salvo grazie a loro stessi e ai carabinieri che li hanno soccorsi, gli abbracci con i genitori.

Dopo: i carabinieri in televisione con i bambini che hanno dato l’allarme, il cappello dei carabinieri sulla testa dei bambini e il “da grande voglio fare il carabiniere”, il ministro che insulta un bambino, il calciatore che vuole incontrare l’eroe, i tricolori, il principale partito all’opposizione che si dichiara ora favorevole allo Ius soli invece che presentare la proposta di legge quando poteva farlo, un ministro che si vanta di convincerne un altro, il coraggio come valore assoluto e il premio: la cittadinanza per gli eroi.

La vicenda di Ramy e dei suoi amici che hanno rischiato la vita ha scatenato uno dei teatrini più penosi e nauseanti degli ultimi tempi. Nessuna riflessione, nessuna serietà, nessuna prospettiva, solo dichiarazioni elettorali estemporanee e immagini per bucare lo schermo.

E se Ramy fosse uscito per primo, se avesse avuto semplicemente paura sarebbe stato meno meritevole? E’ passato il messaggio, gravissimo, che per essere italiani bisogna essere meritevoli, l’unica via per vedersi riconosciuto un diritto è essere carabinieri in erba, pompieri in potenza, eroi sempre. E la cittadinanza come l’ultimo dispositivo a cui si aggrappa una politica logora e senza idee.

Il nostro pensiero va a tutte le bambine e i bambini nati in Italia e che riconosciamo come cittadini di questo Paese: che giochino, studino e si divertano, che abbiano paura e che abbiano coraggio e che pensino di essere meritevoli semplicemente per come sono.

#siamounportosicuro

Sostieni il Naga, adesso.

Il tuo sostegno, la nostra indipendenza.