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Spoiler: peccato per il finale


Il sindaco Sala in occasione di una sua visita nel quartiere di Baggio a Milano ha riportato in auge un vecchio tema che era stato momentaneamente accantonato a causa della infinita diatriba su rifugiati e porti chiusi: i rom. E la premessa è stata, per una volta, di buon senso: 

“Nelle periferie questo tema è molto sentito. E dove ci sono i rom, poi alle elezioni la gente vota in un certo modo. Bisogna trovare formule diverse rispetto alla tradizionale successione di sgombero e rioccupazione dell’area, un metodo che non dà risultati soddisfacenti. Oggettivamente a Milano ci sono tremila nomadi e io non sono contrario alla chiusura dei campi, ma farla significa anche costringere queste persone a rimanere in giro”. 

Il finale? Un piano per l’accoglienza di lunga durata, per risolvere una questione strutturale che si trascina da decenni, che coinvolge 3 mila persone su una popolazione di 2 milioni di cittadini e che è il carburante preferito delle campagne elettorali cittadine? Date le premesse sarebbe stato un finale logico e salutare per un’amministrazione ancora lontana dalla campagna elettorale e che cerca di distinguersi dalla politica nazionale. E invece, e citiamo ancora:

“Stiamo cercando di capire se si può lavorare bene con un Daspo urbano e ne stiamo discutendo anche con il prefetto, Renato Saccone”. 

Ovvero, risolviamo facendo gli sgomberi che abbiamo detto appena prima che non funzionano e che lasciano le persone in giro. 


Si sa che la politica spesso non è molto consequenziale ma ritrovare nello stesso discorso due analisi così diverse va contro ogni regola della logica. Bocciato.

Foto: L. Monte

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