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Accoglienza: il Naga contro un uso strumentale dei dati.

Il Naga nel suo lavoro di monitoraggio e analisi del Sistema di accoglienza dei richiedenti asilo a Milano e Provincia, da anni segnala i limiti e le criticità di un sistema che continua a considerare il fenomeno migratorio come emergenziale. 

Un approccio che non può che creare un sistema inefficace e incapace di impedire l’uso distorto dei fondi e delle risorse, a danno dei cittadini stranieri, ai quali viene negata un’accoglienza dignitosa.
Da anni Il Naga pubblica indagini approfondite e ragionate sul tema. Abbiamo raccolto dati e interviste, visitato centri, denunciato le carenze e proposto delle soluzioni con l’obiettivo che venga costruito un vero sistema di accoglienza e non certo quello di giustificarne il violento smantellamento messo in atto con la legge 132/2018, meglio nota come decreto Salvini. 

Al contrario di quanto stanno cercando di fare molti media che, in alcuni casi, utilizzano strumentalmente anche i nostri dati, come accaduto questa mattina su Il Giornale.

Cogliamo l’occasione per sintetizzare anche qui le nostre proposte.

1. Organizzazione di un sistema di accoglienza che consideri i migranti come un fenomeno strutturale della società contemporanea, le cui conseguenze variano a seconda del modo in cui viene letto e affrontato. 

2. Progressivo inserimento strutturale nel sistema di accoglienza di “uno sguardo al futuro” attraverso elementi volti a realizzare l’inclusione sociale delle persone e la coesione delle comunità di appartenenza.

3. La delega al terzo settore di alcuni compiti in passato assunti dallo Stato è ormai avviata su larga scala, ma non dovrebbe sconfinare in una delega totale, senza sistemi di controllo e di governance. Il mantenimento di una regia forte da parte del servizio pubblico consentirebbe di eliminare molte delle disfunzioni del sistema e di garantire standard comuni. 

4. Nessun rinnovo di convenzioni dovrebbe essere fatto con enti gestori che abbiano comportamenti ai margini della legalità o che siano coinvolti in inchieste giudiziarie. 

5. Introduzione di standard di assegnazione dell’appalto legati alla qualità del servizio e non basati sulla logica del “ribasso” economico. 

6. Denuncia da parte delle istituzioni delle condotte improprie tenute da soggetti pubblici.

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