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Se questa è accoglienza

Sono sette, provenienti da realtà e paesi diversi, accomunati da storie e sofferenze indicibili, ridotti in schiavitù, detenuti minacciati e torturati in Libia, sfuggiti a sparatorie, sopravvissuti al mare e quando finalmente sono arrivati in Italia, per un attimo sperano di aver trovato futuro, speranza, diritti umani e umanità.

Ma si sbagliano.

Cibo

Nel loro centro di accoglienza non esiste una cucina. Il cibo arriva già preconfezionato, ma sulle confezioni non vi è nessuna data di scadenza. Il cibo è poco e di pessima qualità e non c’è alcuna possibilità di chiedere il bis. Se viene fame tra un pasto e l’altro bisogna arrangiarsi con piccoli snack comprati con il pocket money (2 euro e mezzo al giorno). Gli orari dei pasti sono rigidissimi. Arrivare in ritardo di pochi minuti significa restare a digiuno e l’unico operatore del centro, Mister Hyde, butta via il cibo dei ritardatari affamati sotto i loro occhi pur di punirli per il ritardo. Nessuna flessibilità. Chi tarda a causa di un treno in ritardo resta a digiuno, anche se avvisa per tempo. Il pasto è anche il momento in cui si firma la presenza nel centro. Mr. Hyde mette in atto piccoli gesti provocatori, come sottrarre il foglio firme per impedire a chi arriva tardi di firmare. Chi non firma risulta assente, e il pocket money quel giorno non viene corrisposto.

Mister Hyde

Mister Hyde è l’unico operatore del centro. Lavora 24 ore al giorno. Riposa su una branda di fortuna posta nel suo ufficio. È sempre stanchissimo, litigioso, nervoso, scortese, irritabile, aggressivo verbalmente, urla e lamenta dolori di varia natura. Gli ospiti si accorgono della sua fatica e cercano di esprimere empatia, ma lui la rifiuta. Mr. Hyde è l’unico interlocutore degli ospiti. A lui ci si deve rivolgere per qualsiasi esigenza e a chi gli chiede qualcosa risponde: animali, tornate in Africa; siete animali e non capite nulla; Africani e animali sono uguali; Voi siete degli animali, la vostra testa non funziona andate in Africa. Ha qualche anno in più degli ospiti e alcuni di loro, in segno di rispetto, osano chiamarlo padre. Lui rifiuta il nomignolo dicendo Non posso essere padre di un animale. I nomignoli si accompagnano a minacce di allontanare dal centro chi osa lamentarsi. In alternativa Mister Hyde offre uno sprezzante silenzio dedicato al bersaglio di turno. Del tutto inutili sono i tentativi di parlare per trovare una convivenza serena. Impossibile sedersi al suo stesso tavolo e chiedere di parlare. Mr. Hyde si sottrae ai tentativi di confronto.

Problemi Quotidiani

Lampadine fulminate, qualche stanza senza luce per 2 mesi, e Mr. Hyde per mesi dice che chiamerà qualcuno a ripristinare la corrente; bagni rotti per mesi e dover andare a fare i propri bisogni nella stanza di altri; porte che non chiudono. La pulizia dei bagni e delle stanze è compito degli ospiti, ma mancano prodotti adeguati. Tubature con perdite; infiltrazioni e muffa in alcune stanze; sapone e dentifricio distribuiti in modo limitato; docce fredde segnalate a Mr. Hyde che risponde: arrangiatevi. Riscaldamento troppo basso, e alcuni ospiti costretti a comprare coperte e stufe elettriche; lenzuola coperte e cuscini mai sostituiti in 2 anni, e quando li lavano gli ospiti restano senza. La coperta ci mette 2 giorni ad asciugare. E poi il sapone che manca, per 2 mesi.

Salute

Il centro di accoglienza non è frequentato da medici né psicologi. Chi chiede di vedere un medico non viene esaudito. Qualcuno va in ospedale di sua iniziativa, per fare esami del sangue. In sostituzione delle visite richieste Mr. Hyde distribuisce a tutti pastiglie di OKI. Sporadicamente (una volta all’anno) qualcuno ricorda di avere fatto nel centro esami del sangue, i cui esiti non sono mai stati comunicati. Un ospite ha un’ernia allo stomaco e un problema a un occhio e a un orecchio. Mr. Hyde lo porta in ospedale per una visita, ma il medico parla solo con Mr. Hyde, che nulla riferisce all’interessato sul suo stato di salute. Il paziente poi viene operato allo stomaco e in seguito deve tornare in ospedale per un drenaggio. Sta malissimo, quel giorno ma anche con lui Mr. Hyde si limita a fornire pastiglie di OKI. Per farsi ascoltare da Mr. Hyde è costretto a chiedere l’intercessione del maestro di Italiano.  Solo con insistenze faticosissime chi ne ha bisogno viene portato in ospedale. Ma c’è chi sviene nel Centro e non viene nemmeno chiamata l’ambulanza. Solo Mr. Hyde decide, in modo arbitrario, chi va accompagnato in ospedale. Qualcuno esasperato va in ospedale da solo, e Mr. Hyde si arrabbia, gli urla contro, lo tratta male e non fornisce le medicine prescritte dall’ospedale. Troppo costose, al loro posto il paziente riceve l’OKI. Un ospite ha un problema ai reni, causato da percosse subite in passato. Chiede più volte un consulto specialistico. Mr. Hyde alla fine cede e accompagna il ragazzo a una visita medica ma indica erroneamente un problema alla cervicale, e il referto medico risulta negativo.

Documenti

Gli ospiti del Centro non conoscono i loro diritti. Mr. Hyde ne approfitta. Alcuni ospiti non sono mai stati accompagnati in questura a richiedere il permesso di soggiorno, e a causa di questo non hanno potuto accettare offerte di lavoro. Ad altri Mr. Hyde non ha comunicato per tempo la data dell’audizione alla Commissione Territoriale per Riconoscimento dello Stato di Protezione. Uno addirittura ha “bucato” quell’appuntamento. Mr. Hyde e questura si rimpallano a vicenda la responsabilità dell’accaduto. Un altro ha dovuto scoprire quella data da solo, andando in questura, e ne è venuto a conoscenza solo a ridosso dell’appuntamento.  Un altro ha perso l’occasione di lavorare in un ristorante perché non ha la residenza, e Mr. Hyde non gli ha dato alcuna spiegazione.  Alcuni però venivano portati in comune a richiedere la residenza in Comune. Insomma, la residenza o il rinnovo del permesso di soggiorno vengono “concessi” da Mr. Hyde come favori personali, secondo criteri meschini. Nel Centro My Hyde non dà informazioni sulla procedura di domanda di asilo. Chi riceve un diniego deve trovarsi da solo l’avvocato per proporre ricorso.

Iniziativa

Stremati e umiliati, gli ospiti del Centro scrivono una lettera per la Prefettura in cui lamentano le carenze del Centro e, soprattutto, il comportamento di Mr. Hyde. Conservano la lettera e sperano di avere l’occasione di consegnarla di persona alla Prefettura. Mandano una mail in prefettura chiedendo di essere ricevuti. Nessuna risposta.  Sollecitano. Nessuna risposta. Attendono fiduciosi e sbagliano.

Casus belli

Un giorno qualsiasi una lampadina fulminata e un problema medico trascurato fanno partire una discussione banale con Mr. Hyde. Stavolta però chi si lamenta non accetta supinamente le grida offensive di Mr. Hyde e risponde con pari tono. Come è possibile che ogni volta che ci lamentiamo perché dobbiamo dirti qualcosa tu cominci a fare così? Il tono della voce attira altri ospiti dalle loro stanze, e tutti si uniscono alle lamentele. Non urlano, non c’è un clima intimidatorio o aggressivo. Tutti parlano ed esprimo le ragioni per cui sono lì. Lamentano che vengono offesi e umiliati, chiamati animali, e che non vengono ascoltati, e sono trattati male. Dicono chiaramente che vogliono riferire le loro lamentele ai carabinieri, e uno di loro li chiama. A sua volta Mr. Hyde chiama i carabinieri, dopo essere uscito dal Centro e dopo che gli ospiti lo hanno seguito fuori, desiderosi di incontrare i carabinieri per parlare con loro. Gli ospiti del campo non vogliono più Mr. Hyde. Scrivono frasi ingenue di protesta alla lavagna come Mr. Hyde vai via. Quando i carabinieri arrivano parlano con Mr. Hyde e con due ospiti del centro, quelli che se la cavano meglio con l’italiano. I due fanno da portavoce. Espongono le carenze del centro, e descrivono il comportamento opinabile dell’operatore responsabile, chiedendo che lo stesso venga allontanato e sostituito. Mr. Hyde poi torna nel centro verso le 23:00 a prendere i suoi effetti personali e va via. Al suo posto arriva una operatrice gentile. Un ospite commenta: Fino a quando c’era Mr. Hyde ci sentivamo come in Africa, con la nuova operatrice finalmente sentiamo di essere arrivati in Italia.

Pochi giorni dopo

Mr. Hyde ritorna, intorno alle 5:00 del mattino, accompagnato da inquirenti che tirano giù dal letto 9 ospiti del campo e notificano loro 9 provvedimenti di revoca accoglienza, con l’accusa di avere aggredito fisicamente Mr. Hyde e di averlo minacciato di morte. Hanno mezz’ora di tempo per mettere i loro vestiti in sacchi di plastica forniti al momento, e andare in strada. Tutti sono sconvolti e terrorizzati, i 9 con le revoche e gli altri che sanno bene come avrebbero potuto trovarsi al loro posto. Mr. Hyde torna a lavorare nel Centro, più arrogante che mai.

Naga

Perché sono tanti, e bisogna raccogliere bene le loro testimonianze, i volontari del Naga ascoltano i ragazzi separatamente e tutte le versioni raccolte convergono. Uno dei 9 revocati scappa immediatamente e non ne vuole sapere più nulla dell’Italia. Un altro è talmente spaventato che decide di non ricorrere all’assistenza legale che gli viene offerta. Con fatica il Naga riesce anche a raccogliere qualche testimonianza di chi è ancora nel centro. Gli ospiti rimasti non vogliono parlare, sono intimoriti e temono di fare la fine dei loro 9 compagni più sfortunati. I pochi che parlano confermano la versione degli altri. Nessuna aggressione, nessuna minaccia, solo lamentele legittime e pacifiche, già riferite ai carabinieri il giorno dell’intervento. Il Naga manda finalmente la lettera scritta tempo prima per la prefettura. La prefettura risponde ringraziando e rassicurando che la situazione descritta non corrisponde a quanto da loro riscontrato nelle loro visite al Centro. No comment.

Un legale collaboratore del Naga prepara e notifica 7 ricorsi contro le revoche dell’accoglienza. Aspettiamo ora il responso della giustizia, nel frattempo Mr. Hyde è tornato a gestire il Centro con le stesse modalità.  Come Naga continueremo a monitorare la situazione e a dare assistenza e accoglienza, la nostra, a chi viene negata. #siamounportosicuro

Foto: I. Carmassi

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