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Egregia Ministra Lamorgese,

in ambito d’immigrazione quella che l’attende è una sfida a tratti facile e, a tratti, molto complessa.
Segnare finalmente discontinuità rispetto a un approccio trentennale sull’immigrazione potrebbe sembrare complesso, ma crediamo che sia più semplice di quanto sembri perché è quello di cui c’è urgente bisogno e perché tutto quello che è stato fatto finora è stato fallimentare.

Ecco i nostri spunti*:
– Istituire un sistema di visti che permetta a chiunque di viaggiare dal proprio paese di origine a un altro affrontando un viaggio legale e sicuro.
– Superare l’attuale legge sull’immigrazione che lega in modo imprescindibile l’ottenimento del permesso di soggiorno al contratto di lavoro e allo stesso tempo non permette alcuna forma di regolarizzazione per chi già si trova sul territorio nazionale. Per coloro che arrivano in Italia o in altri Paesi dell’Unione Europea in cerca di migliori condizioni di vita prevedere la concessione di un permesso di soggiorno europeo che permetta di cercare lavoro.
– Superare l’attuale Regolamento Dublino III e introdurre dei meccanismi che tengano in considerazione le scelte del richiedente asilo in merito al paese nel quale stabilirsi.
– Reintrodurre immediatamente la protezione umanitaria.
– Abolire le sanzioni contro le ONG che operano nel Mediterraneo.
– Rifondare un sistema di accoglienza che offra un reale supporto a richiedenti asilo e rifugiati.
– Abolire le norme, introdotte con decreti dai due governi precedenti, che limitano fortemente i diritti delle persone richiedenti asilo. Tra queste l’abolizione del grado d’appello per i mancanti riconoscimenti della protezione internazionale e l’impossibilità di iscrizione anagrafica per i richiedenti asilo.

Per fare tutto ciò è però necessario cambiare i presupposti di partenza: l’immigrazione non è una minaccia da cui proteggersi, con leggi e sanzioni non si può incidere sui desideri e le volontà di chi parte.
L’immigrazione è invece semplicemente come la pioggia: inevitabile e non smetterà di scendere.

Buon lavoro!

*alcuni spunti tratti dalla piattaforma Nessuna Persona è Illegale.

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