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Veli


Dopo tante parole sui trafficanti di uomini, le ong taxi del mare, i porti chiusi, il “li aiutiamo a casa loro”, il “in Libia ci sono le organizzazioni umanitarie” oggi cadono alcuni veli dell’ipocrisia diffusa sul tema dell’immigrazione.


E quindi scopriamo che in un centro di detenzione in Libia si pratica la tortura e lo stupro sistematico, e fin qui nulla di nuovo. Le testimonianze però ci dicono anche altro: che il centro è gestito direttamente dalla Polizia libica e che dentro ci vanno anche i rappresentanti delle Nazioni Unite ma questo non altera di una virgola la violenza quotidiana.
Primo velo.

E poi apprendiamo che la magistratura ha deciso di mandare a processo due ufficiali italiani della Guardia Costiera e della Guardia di Finanza che l’11 ottobre 2013, solo una settimana dopo il naufragio di Lampedusa del 3 ottobre 2013, intimarono ad una nave di soccorso italiana di allontanarsi da un barcone che stava affondando per costringere in tal modo Malta a intervenire. E così in un braccio di ferro tra governi morirono 268 siriani tra cui 60 bambini che aspettarono 5 ore prima che fosse troppo tardi per chiunque per salvarli.
Secondo velo.


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