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Il decreto rimpatri in continuità con il primo Governo Conte

E’ del 4 ottobre 2019 la firma del Decreto del ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale di concerto con il ministero dell’interno e con il ministero della giustizia con cui, ai sensi dell’art. 2 bis del Dl.gs. n. 25/2008, è stata formalizzata la lista dei Paesi di Origine Sicura.

Questa lista, nel decreto cd. rimpatri, occorrerà a velocizzare (e ciclostilare) l’esame delle richieste di protezione internazionale dei cittadini provenienti da: Albania, Algeria, Bosnia-Erzigovina, Capo Verde, Ghana, Kosovo, Macedonia del Nord, Marocco, Montenegro, Senegal, Serbia, Tunisia e Ucraina e, soprattutto, ad accelerarne i rimpatri.

Occorrerà esaminarne nello specifico sia i contenuti che le conseguenze, ma sin da subito il testo del DM sconcerta per la formulazione apodittica e la totale assenza di motivazioni, oltre che, nel merito, per l’inserimento di alcuni Paesi (senza peraltro alcuna esclusione di parti del territorio, come peraltro avrebbe consentito la Direttiva) in cui è noto che molti diritti umani sono attualmente e continuamente negati.

Ma quello che più sconcerta è il segnale politico, ovvero nessuna discontinuità rispetto al precedente Governo: la priorità continua ad essere il progressivo ed inesorabile svuotamento del diritto d’asilo e la propaganda politica sui rimpatri.  

Il primo atto del nuovo Governo in ambito d’immigrazione ribadisce l’unica logica che è sempre stata seguita: solo pochi devono riuscire ad arrivare, dobbiamo decidere “noi” da dove e solo quelli che “se lo meritano” potranno restare (in che condizioni non è dato sapersi visto che non pare esserci l’attenzione del Governo al nuovo sistema di accoglienza)!

Come Naga continueremo a monitorare il diritto ad un esame completo ed individuale della richiesta di protezione internazionale e proseguiremo con un’azione quotidiana e capillare a supporto di tutti i richiedenti asilo e di tutte le persone che ne hanno bisogno e diritto al di là di ogni  “etichetta” e generalizzazione.

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