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Lavoro e dignità: no al lavoro utile per i carcerati

“Il lavoro dei detenuti è strumento fondamentale per dare piena attuazione ai dettami costituzionali e dell’ordinamento penitenziario sulla funziona rieducativa della pena. Lo è però nel momento in cui il lavoro è riconosciuto, è tutelato ed è retribuito dignitosamente. Crediamo che il lavoro di pubblica utilità non si muova in questa direzione.”
Condividiamo l’appello sottoscritto da CGIL MIlano e Segreteria dell’Osservatorio Carcere e Territorio in merito al progetto di pubblica utilità che si sta discutendo tra il Comune di Milano e la Casa di Reclusione di Milano Opera.
I lavori di pubblica utilità così intesi sono figli di una visione che sostiene che il lavoro non retribuito possa riequilibrare una bilancia, che sempre secondo questa visione, pende verso il detenuto. La stessa logica è stata usata in passato anche per i richiedenti asilo: in cambio di accoglienza devi veniva loro richiesto di lavorare gratis. Come se queste due categorie avessero in comune la caratteristica di avere un debito nei confronti della società. Di redenzione nel caso dei carcerati, di riconoscenza in quello dei richiedenti asilo.

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