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Indifferenza

Il 26 dicembre 2019, ancora inconsapevoli che la slavina pandemica stava per raggiungere anche Milano, una delegazione del Naga è stata accolta dall’Assessore alle politiche sociali e abitative del Comune di Milano Gabriele Rabaiotti. L’incontro si era concluso con l’impegno dell’assessore a un lavoro sinergico e interlocutorio volto a migliorare il Piano anti-freddo che si rivelava già evidentemente insufficiente ad accogliere l’elevato numero di persone senza fissa dimora, numero aumentato (e da nessuna istituzione censito) a seguito delle espulsioni dal sistema di accoglienza per richiedenti asilo prodotto dal D.L. Salvini. 

Nel corso di tutto il 2020 la pandemia ha aggravato una situazione già drammatica, ma tant’è ci si aspettava una risposta NUOVA ad un evento altrettanto nuovo e di portata mondiale.

Diversi fronti dell’associazionismo e dei movimenti che si battono in città per i diritti umani (di questo si tratta, non dimentichiamocelo mai!) hanno dialogato, sollecitato, manifestato, protestato per chiedere al Comune di Milano, al Sindaco Sala, all’Assessore Rabaiotti una risposta adeguata perché non solo alcuni di noi potessero esercitare il diritto/dovere di “restare a casa”, mettendo in bella mostra sulle vetrine dei social l’hashtag #IORESTOACASA. 

Così non è stato. È arrivato il 2021 ed è arrivata anche la “terza ondata” di virus con le sue varianti.

Ci prepariamo all’ennesima Zona rossa e l’unica certezza che abbiamo è che il Piano anti freddo del Comune di Milano chiuderà quest’anno in anticipo di 15 giorni rispetto agli scorsi anni (C’è almeno della coerenza visto che è partito con 15 giorni di ritardo!).

Il Piano anti freddo è la risposta abitativa, fatta di dormitori e mezzanini della Stazione Centrale, del Comune di Milano alla drammatica situazione delle persone senza fissa dimora nei mesi invernali. Quest’anno sono stati messi a disposizione 790 posti letto sommati ai circa 1000 previsti dal sistema residenziale (di cui non è stata comunicata la capienza all’annuncio dell’apertura del Piano). Qui i dati del BOX PIANO ANTI FREDDO 2020: https://naga.it/2020/12/14/il-pensiero-su-il-sipario/.

Alle 2700 persone senza fissa dimora che il Comune afferma utilizzino i posti letto del Piano anti freddo e che da oggi passeranno anche la notte in strada, non viene offerta alcuna alternativa. E ai cittadini rimasti in strada giorno e notte durante l’inverno nemmeno si fa menzione. 

Per il Comune di Milano semplicemente non esistono o ne è INDIFFERENTE. O forse sono già tutti impegnati nella campagna elettorale per le prossime elezioni amministrative. I cittadini stranieri sbattuti fuori dai centri di accoglienza, le persone senza fissa dimora sempre più marginalizzate, non vanno a votare, sono occupati a fare la fila tutti i giorni fuori da Pane Quotidiano! 

Le immagini delle persone in fila al freddo, a piedi nudi, in Bosnia Erzegovina hanno fatto il giro del mondo, ma non dimentichiamo di guardare vicino.

Negli ultimi 18 mesi il Naga ha fatto appello al Comune di Milano tre volte. Questa è la quarta.

Questa la lettera che abbiamo mandato oggi all’Assessore: clicca qui

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