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20 anni fa a Genova

Vent’anni fa le giornate di Genova si aprirono con il corteo dei migranti. Una scelta che dimostrava quanto fosse acuto e proiettato nel futuro lo sguardo e l’analisi di quel movimento. Un corteo di 50.000 persone che ribadiva la centralità della questione della mobilità umana e la centralità di affermare la libertà di poter scegliere il luogo dove dar forma ai propri desideri.

Fu una giornata di festa che riempì le strade del capoluogo ligure di colore e allegria.

Seguirono 48 ore di violenza che incendiarono quelle stesse strade. 48 ore durante le quali lo Stato, attraverso le sue forze dell’ordine, scese di infliggere una punizione collettiva al quel movimento così variegato e trasversale che aveva chiaramente individuato quali erano le principali tematiche da affrontare per opporsi al mondo della globalizzazione liberista che aveva sostituito il mondo della guerra fredda.

Un movimento che veniva etichettato come No Global per ridurlo al suo aspetto di contrapposizione evitando così di confrontarsi con le sue proposte che si sarebbero più correttamente definite altermondialiste. Un’idea di mondo che non si chiudeva a riccio sul passato ma affrontava la realtà di un pianeta allargato e interconnesso nella prospettiva dei diritti delle persone.

Un’idea di mondo che si decise di mettere a tacere con violenza mai vista prima perché pericolosamente contrapposta a un’altra idea di mondo, quella liberista, che si voleva imporre come l’unica possibile.

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