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Illegittimo escludere gli stranieri dalla “carta famiglia”

Con ordinanza depositata il 22 febbraio 2022 il Tribunale di Milano (giudice Giorgio Mariani) – accogliendo il ricorso proposto da ASGI, NAGA e APN –  ha dichiarato illegittima e discriminatoria l’esclusione degli stranieri dalla “Carta della Famiglia” , una prestazione introdotta nel 2015, la cui disciplina era stata modificata nel 2018 riservandola ai soli cittadini italiani e europei.

Lo stesso Tribunale aveva dapprima rinviato la questione alla Corte di Giustizia Europea che, con sentenza del 28 ottobre 2021, aveva stabilito che la normativa italiana è in contrasto con varie direttive dell’Unione che tutelano la parità di trattamento degli stranieri rispetto ai cittadini italiani nell’accesso a beni e servizi offerti al pubblico (in particolari la sentenza si riferisce ai titolari di permesso di lungo periodo, ai titolari di permesso unico lavoro, ai titolari di permesso per protezione internazionale e ai titolari di “carta blu” per lavoratori altamente qualificati: quindi in sostanza alla maggioranza dei cittadini extra UE).

Dopo la sentenza della Corte, il giudizio è ripreso davanti al Tribunale di Milano che, “disapplicando” la legge che prevedeva la limitazione ai soli italiani ed europei, ha ordinato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri di modificare sia il DPCM attuativo di quella restrizione, sia la modulistica telematica presente sul portale del Dipartimento per le Politiche della Famiglia, consentendo così la presentazione delle domande anche alle famiglia straniere. La Presidenza è stata anche condannata al pagamento di euro 100 per ogni giorno di ritardo dell’attuazione della modifica.

Le associazioni promotrici esprimono la loro soddisfazione per la decisione che elimina una discriminazione tra le più illogiche e ingiustificate: la Carta della famiglia infatti è destinata solo a garantire degli sconti ai beneficiari presso gli esercizi commerciali iscritti alla piattaforma,  senza alcun onere per lo stato e dunque escludere gli stranieri dalla possibilità di ottenere tali sconti rispondeva esclusivamente a preconcetti ideologici privi di qualunque fondamento razionale e addirittura in contrasto con gli interessi commerciali delle azienda. Ancora una volta, dunque,   il diritto suggerisce al legislatore e al Governo la via della inclusione, dell’uguaglianza  e soprattutto della ragionevolezza.

L’ordinanza

ASGI

APN

NAGA

Photo by Sandy Millar on Unsplash

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