Testimonianza di una volontaria
Da qualche mese viene a trovare noi di Medicina di Strada del Naga, che da qualche anno siamo fissi in stazione centrale il mercoledì sera, la signora L.
L. è di origini ucraine, potrebbe avere 45 anni come 60, ha gli occhi azzurri e i capelli rossi. Racconta che in Ucraina insegnava biologia alle superiori, che è stata 14 volte a Parigi, che da quasi 15 anni è in Italia. Per vari anni ha lavorato nel Sud Italia “un po’ nelle case un po’ nelle campagne”. Da tre anni vive tra le stazioni di Centrale, Lambrate e Treviglio.
L. è afflitta da dolori e mali ogni volta diversi, ogni mercoledì necessita delle nostre cure a base di blandi antidolorifici, ringrazia molto cortesemente e poi se ne va con i suoi sacchettoni giganti.
L. una volta si è presentata vestita elegante e truccata per festeggiare la fine dell’estate. L. oltre che degli antidolorifici ha soprattutto bisogno di gentilezza, di non sentirsi giudicata per i mostri che vagano per la sua testa. L. parla un buonissimo italiano, ma i discorsi hanno raramente un inizio e una fine e le parole scorrono via troppo veloci. La storia di L. non è ricostruibile.
L. ci ringrazia sempre per il servizio che prestiamo e qualche volta ci aiuta, aggiornandoci sugli altri servizi di volontariato sul territorio, su dove si possono fare le docce più calde, su dove si trovano i pasti, in modo che possiamo dare informazioni più precise ai nostri utenti.
L. tutti i mercoledì arriva dicendo “sto male sto male”. Oggi invece, non ha voluto la visita medica. Cercava una sua amica a cui aveva dato appuntamento proprio al camper. “Oggi sto bene benissimo graziaadio”.
Festeggiamo, allora: L. sta bene, grazie a dio!