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La testimonianza di una volontaria.

Accogliente. Da qualche mese sono un’Accogliente dell’ambulatorio medico del Naga.

Accogliente, mi piace il suono di questa parola: suggerisce immagini di apertura, braccia aperte, mani che si stringono. È quasi poetica. E invece di poetico non c’è nulla nella nostra accoglienza, solo un’umanità dolente e infreddolita che si stringe sulla scala d’accesso.

Occhi sfuggenti, occhi tristi, occhi stanchi. Mani ruvide, arrossate, spesso sporche, oppure curiosamente ben curate, smalto e anelli di poco valore ma che ingentiliscono. Zaini, carrelli della spesa, borse di tela o di plastica, pesanti e consumate, che contengono la vita di queste persone, ricordi magari, vestiti puliti forse, referti di visite mediche, fotocopie spiegazzate e sbiadite di documenti e permessi di soggiorni scaduti, con la fotografia di una persona giovane e bella che, ti dici, no, non può essere la stessa che siede davanti a te sulla seggiolina rossa del Naga. La baldanza dei giovani nordafricani, così ingenui nella loro convinzione di avercela fatta solo perché sono arrivati qui. Il senso pratico delle donne, vengono per avere informazioni immediate e precise. Lo smarrimento degli anziani sudamericani o pakistani: arrivano accompagnati dai figli, non sanno una parola di italiano e sai che non lo impareranno mai. Il vuoto che ti senti dentro quando devi compilare la scheda e chiedi al nuovo paziente ‘dove abita?’ e ti senti rispondere ‘una notte qui, una notte là’, ‘per strada’ o semplicemente braccia che si allargano per dirti ‘non so’.

Aspettano il loro turno, quasi sempre silenziosi, a volte arrabbiati, probabilmente contenti di poter passare un po’ di tempo al caldo, usare il bagno, bere un bicchiere d’acqua.

E tu vorresti sapere la storia di ognuno di loro, condividere un pezzetto di percorso, ma non puoi, non è questo il momento. Questa è la gente del Naga, sono loro che esercitano un’attrazione fatale e tu non puoi più fare a meno di venirci al Naga, se non ci vai ti manca, e così la parola Accogliente assume un senso.

#nagaenergia

Foto: il bancone dell’accoglienza dell’ambulatorio del Naga stamani, giovedì 9/2/2023, alle ore 11.00.

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