Il caos, l’inchiesta, le dimissioni e tutto ciò che sta accadendo al San Raffaele non ci stupisce. Ci stupisce, semmai, lo stupore che questa vicenda ha generato.
«Il modello del San Raffaele è un modello di sanità basato sul profitto e non sull’interesse delle persone che hanno bisogno di cura. Non sorprende, dunque, che per aumentare i margini si risparmi sugli stipendi, sulla qualità dei professionisti, sulla gestione e, in generale, sul personale» afferma Emilia Bitossi, Presidente del Naga.
«Solo una sanità pubblica e universale può tutelare davvero e in modo efficace la salute di chi ne ha bisogno. È un concetto semplice, quasi banale, ma che oggi mostra in modo plateale tutta la sua potenza e la sua fondatezza» Prosegue Bitossi.
«Il modello lombardo, fondato su privatizzazione sfrenata, convenzionamenti esasperati e assenza di controllo pubblico, rivela oggi la sua natura più profonda: la priorità al profitto. Come Naga abbiamo sempre sostenuto che solo un sistema pubblico possa tutelare davvero tutte e tutti. Le mediche e i medici del Naga svolgono un servizio di medicina di base per le persone straniere che non vi hanno accesso, ma indirizziamo sempre – ostinatamente – al servizio pubblico per il proseguimento delle cure. E continueremo a farlo, perché quello pubblico è l’unico modello che si prende cura delle persone e non dei profitti e, oggi più che mai, va difeso con determinazione». Conclude la Presidente del Naga.