L’ospite del mese, la testimonianza di Chris.
E siamo noi a ringraziare lui per quello che scrivere e per averci permesso di essere una parte del suo percorso.
Ciao, sono Chris, vengo dal Congo, dal Congo Brazzaville, che è un piccolo Paese di 6 milioni di abitanti. Sono in Italia da tre anni, sono arrivato nel 2023.
Una volta che sono arrivato in Italia non è stato facile, perché non conoscevo nessuno, non avevo nessun supporto, era la prima volta che viaggiavo in Europa, quindi io mi ricordo che sono arrivato quando finiva l’inverno e faceva freddo. È lì che ho incontrato un amico che mi ha indirizzato verso il Naga. E da allora che il Naga è stata casa mia, e lo è ancora, ma soprattutto lì, quando avevo veramente bisogno, il Naga è stato lì per me.
Io mi ricordo che andavo lì quasi tutti i giorni, mangiavo anche qualcosa, mi ricordo anche che mi davano magari qualcosa per far passare il tempo. Per me a volte era cena, a volte era pranzo, direi anche colazione, dipendeva da quando andavo lì. Quindi veramente il Naga per me è stato il punto di riferimento perché mi sentivo perso, ma con il Naga sono stato non solo aiutato a livello di burocrazia, per fare la richiesta di asilo, ma lì ho fatto amicizia e lì ho cominciato a vivere veramente la mia vita qua in Italia.
Al Naga ho partecipato ad attività che mi hanno aiutato, trasformato, direi. Mi ricordo quando ho cominciando dall’apprendimento della lingua, per esempio e ricordo anche volevo dire il supporto che ognuno di loro dà alle persone in situazione di vulnerabilità.
Quindi al Naga voglio dire veramente un grande grazie, perché non avete idea di quello che fate, di quanto toccate la vita delle persone, di quanto trasformate noi che abbiamo beneficiato di quel supporto.
E io mi sento veramente fortunato, mi sono impegnato, ho partecipato a dei corsi, e poi anche grazie agli studi che ho fatto in Africa, sono stato fortunato a trovare un lavoro nel mio ambito, nello stesso campo in cui ho studiato. Quindi oggi sono un ingegnere informatico e faccio supporto tecnico.
Ho fatto anche il ricongiungimento familiare con mia moglie, quindi mentre parlo ora, mia moglie è a fianco a me. Tutto questo è stato possibile anche con l’aiuto del Naga.
Quando sono arrivato in Italia mi hanno diagnosticato una patologia molto grave e sono stato operato al cuore. La persona che mi ha veramente assistito, aiutato, e che era lì nel mio momento più buio, è stata la mia amica, oggi è un’amica, oggi è un punto di riferimento per me, che è Emilia, una volontaria del Naga.
E veramente le parole non possono bastare per esprimere la mia gratitudine, la mia gioia e tutto il lavoro che fate. E per il futuro io vorrei anche restituire qualcosa per quello che il Naga ha fatto per me, e anche a questo Paese che mi ha accolto, che mi ha dato delle opportunità, che mi ha curato.
Quindi per il futuro io vorrei crescere di più, crescere sia a livello lavorativo, crescere a livello spirituale e anche crescere come padre di famiglia, che sarò tra poco, spero. Ecco, quindi per il futuro io direi veramente che ci sono tantissime sorprese, ma sono convinto che tutto andrà bene.