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Nessuna persona è illegale

Il 19 luglio 2001 le giornate di contestazione al G8 di Genova si aprirono con uno striscione che conteneva un messaggio dirompente: libertà di movimento, libertà senza confini.

La mobilitazione affermava con forza che le persone migranti non sono vittime passive della globalizzazione da compatire, ma protagoniste di un’altra idea di mondo possibile.

Quel corteo arrivava dopo anni in cui, in Italia, un movimento antirazzista animato da sportelli, occupazioni, solidarietà concreta accanto alle persone migranti e richiedenti asilo era cresciuto nelle città, opponendosi già allora alla logica dei centri di detenzione amministrativa introdotti dalla legge Turco-Napolitano. A Genova quel movimento si prese la scena per dire che l’accoglienza non poteva restare “emergenza”.

Oggi, come allora, ribadiamo che nessun vertice di pochi uomini soli al comando ha il diritto di decidere le sorti di un intero pianeta, tantomeno il destino di chi ne attraversa i confini.

È necessario rilanciare il motivo per cui centinaia di migliaia di persone erano scese in piazza nel 2001: un’idea di mondo in cui la libertà di movimento è un diritto, non un privilegio di chi nasce nel posto giusto, e in cui nessun essere umano è “clandestino”.

Oggi, si continua a morire nel Mediterraneo per confini trasformati in frontiere armate. Un impianto di decreti sicurezza sempre più crudele continua a costruire l’illegalità delle persone migranti, tiene uomini e donne rinchiusi nei CPR per il solo fatto di non avere un documento, processa lə attivistə e gli equipaggi delle navi che salvano vite in mare. Il nuovo Patto europeo innalza un labirinto burocratico impostato su rimpatri, respingimenti ed esclusione, sacrificando il diritto d’asilo, la dignità e la libertà di vivere di migliaia di persone.

La lotta contro il razzismo è una responsabilità collettiva quotidiana, fatta di sportelli, solidarietà, denuncia e protesta.

Per questo, a 25 anni esatti da quel corteo, a Genova si torna in piazza: lo stesso filo che lega la libertà di movimento alla lotta contro guerra, sfruttamento e razzismo continua, dalla scuola Diaz a piazza Carlo Giuliani, fino a Genova 2026.

Nessuna persona è illegale.

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