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Il pensiero – Non c’è protezione senza accoglienza

Quando si parla di accoglienza è raro che se ne parli in termini di diritto. Quando va bene, se ne parla in termini di umanità, necessità, esigenza.

Il diritto ad essere accolti non è invece qualcosa di accessorio ma è parte integrante dell’effettiva fruibilità del diritto d’asilo.

Chiedere asilo equivale a chiedere protezione, categoria che giuridicamente implica molto di più che un mero non-respingimento alla frontiera. Negare l’accoglienza comporta, infatti, scarsa o errata informazione, mancato orientamento e accesso ai servizi del territorio, mancanza di un luogo, fisico, dove stare svuotando così il concetto di protezione e configurandosi, de facto, come un respingimento.

L’accoglienza deve essere garantita da subito e per tutto l’iter della domanda di protezione. Pensiamo che scindere il discorso sull’accoglienza da quello sul diritto d’asilo, come se si trattasse di ambiti distinti, sia pericoloso perché significa creare una gerarchia tra i diritti che da un lato declassa l’accoglienza da diritto a “gentile concessione” e dall’altro snatura il concetto più ampio di diritto d’asilo.

Riconoscere la possibilità di chiedere asilo senza garantire l’accoglienza sarebbe come riconoscere il diritto alle cure, impedendo però di accedere all’ospedale.

Il Naga

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