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Il pensiero – L’Arte dell’accoglienza

FOTO: Ambulatorio Naga. Crediti M. Di Nonno

Le norme relative all’accoglienza dei cittadini richiedenti protezione internazionale nel territorio italiano sono stabilite nel Decreto legislativo 18 agosto 2015, n. 142. Il quadro normativo si compone poi degli accordi quadro-convenzioni per l’affidamento dei servizi di accoglienza stipulati tra Prefettura e centri di accoglienza e, infine, dei regolamenti interni a ogni centro.

Il 23 agosto scorso, la Prefettura di Milano ha inviato una circolare agli enti gestori con oggetto La gestione delle presenze – servizi di accoglienza a favore di cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale.

Cosa sta cambiando?

Gli ospiti continuano ad avere l’obbligo di permanenza notturna nel centro, a meno di assenze concordate per motivi strettamente personali o legati alla domanda d’asilo; la Prefettura, che deve essere informata in anticipo, decide se autorizzare. Non si dice nulla in merito al numero massimo di assenze; alla possibilità di potersi assentare esclusivamente per motivi di lavoro; alla necessità di esibire un contratto di lavoro; alla possibilità di cessare l’accoglienza senza una valutazione della situazione personale dell’ospite. Restrizioni imposte, al contrario, sugli avvisi esposti nelle bacheche di  almeno  una struttura.

Finora i centri gestivano autonomamente le assenze imposte dalla quotidianità degli ospiti, spesso fatta di lavoro notturno e delle altre necessità personali che impedivano il rientro per la notte. La Prefettura ha deciso un maggiore controllo dei registri notturni, anche pregressi.

A norma di legge la revoca dovrebbe avvenire per mancata presentazione presso la struttura assegnata, ovvero per averla abbandonata senza preventiva e motivata comunicazione alla Prefettura. Oltre che per: mancata presentazione del richiedente all’audizione davanti all’organo di esame della domanda; presentazione di una domanda reiterata ai sensi dell’articolo 29 del decreto legislativo 28 gennaio 2008, n. 25, e successive modificazioni; accertamento della disponibilità da parte del richiedente di mezzi economici sufficienti; violazione grave o ripetuta delle regole delle strutture, compreso il danneggiamento doloso di beni mobili o immobili, ovvero comportamenti gravemente violenti.

Il Naga monitora da anni i centri di accoglienza nell’area di Milano con l’obiettivo di fare emergere criticità e sviluppi positivi cercando di porre interrogativi e di dare, anche, delle risposte. Un irrigidimento dei controlli, che supera le ordinarie necessità organizzative, ci pare uno strumento  finalizzato a rendere più semplice la revoca. Invece che concedere “ore d’aria”, ci sembra che la via da percorrere sia costruire un solido progetto di accoglienza che conceda ai centri autonomia nella gestione delle relazioni con gli ospiti.

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