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Il pensiero – La roulette russa del “Prenota Facile”

Fotografia: Michela Maconi

In questo numero parliamo di confini. La parola può essere intesa in vario modo. I confini sono spesso degli ostacoli invalicabili. Volutamente invalicabili. Sono intoppi messi lì a bella posta per non farti passare. Per renderti l’accesso difficile. Per costringerti a desistere. Per annientare la tua perseveranza e la tua determinazione. Per dirti che è meglio che te ne vada.

Come vengono posti questi “confini”? Ci sono vari modi, uno dei quali è sicuramente la tecnologia. Da una parte la tecnologia ci salva dall’isolamento, ci permette di collegarci ogni qualvolta lo desideriamo con la nostra famiglia, il nostro innamorato/a, i nostri amici. Ma dall’altra la tecnologia può essere perfida, diabolica. Ti può bloccare un accesso senza il quale non hai un documento, il documento che ti permette di vivere e lavorare in questo Paese. Pensiamo al portale di accesso alla Questura di Milano “Prenota facile”. Per ora funziona solo nel capoluogo lombardo, ma stanno facendo già delle prove a Brescia e probabilmente in altre città perché possa funzionare su tutto il territorio nazionale. Lo stesso inferno per tutti… Il suo nome è un paradosso, che sembra farsi beffa di tutti noi. La sua facilità di accesso è solo apparente, la semplificazione delle procedure una chimera. L’impossibilità di utilizzarlo da parte delle persone direttamente interessate a farlo è evidente. Anche i più smaliziati tra i migranti si ritrovano a dover ricorrere a sportelli a pagamento, o gestiti da volontari, per tentare di prendere un appuntamento per accedere alla questura per rinnovare il proprio permesso di soggiorno o per chiedere un duplicato di un documento o il titolo di viaggio o per le tante altre cose fondamentali per riuscire a vivere e lavorare nel nostro Paese.

C’è chi spiega tutto questo con la burocrazia italiana, una vera e propria mostruosità che fagocita chiunque ci si trovi per mille motivi invischiato. C’è anche chi, dietro tutto questo vede la cancellazione dei diritti più elementari. Tutto ciò che, per legge, ti appartiene, la burocrazia lo nega. La tua libertà, la tua autonomia non hanno diritto di esistere. Devi necessariamente dipendere da altri e spesso non basta, perché i tuoi diritti verranno ugualmente calpestati.

E intanto, tra un intoppo e l’altro, la vita del malcapitato è sospesa in un limbo, in attesa che il sistema si sblocchi, in attesa che qualcuno decida di ovviare agli ostacoli trovati e segnalati dallo sportello che ha tentato di avviare l’accesso…Passano i giorni, le settimane, talvolta anche i mesi (basti pensare che un appuntamento per un rinnovo di permesso di soggiorno – quando si riesce a prenderlo – non è mai prima di gennaio del 2022.

Ma il tempo come si sa non esiste.

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