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Il Naga si racconta – L’Osservatorio sull’accoglienza

L’Osservatorio sull’accoglienza

L’Osservatorio sull’accoglienza è un gruppo trasversale alle attività del Naga che nasce nel 2015, a seguito delle crescenti denunce sulle condizioni di accoglienza che le persone riportavano al Centro NAGA HAR, il centro del Naga dedicato a richiedenti asilo, rifugiati e vittime della tortura.

L’obiettivo del gruppo è comprendere più da vicino il sistema di accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati, con particolare attenzione all’area di Milano in cui il Naga opera dal 1987.

Nel 2016, il gruppo pubblica il primo risultato del proprio lavoro nel report (Ben)venuti! – Indagine sul sistema di accoglienza dei richiedenti asilo a Milano e provincia. Il report prova a fare ordine tra quanto è previsto dal sistema di accoglienza e cosa è reale, attraverso interviste alle persone che operano nei centri e a chi ci vive, analisi dei bandi della Prefettura nella scelta degli enti gestori.

Emerge un sistema di accoglienza basato sull’emergenza, le cui difficoltà, scelte e paradossi sembrano pienamente in linea con la posizione dell’Unione Europea e dei governi dei Paesi membri nei confronti del fenomeno migratorio: improvvisazione, casualità e chiusura.

Nel 2017, (Stra)ordinaria accoglienza – indagine sul sistema di accoglienza dei richiedenti asilo di Milano e provincia documenta da un lato le aspettative future e il progetto migratorio delle persone richiedenti asilo, dall’altro l’analisi del sistema di accoglienza straordinaria dalla prospettiva interna degli operatori e operatrici.

Manca in modo strutturale “uno sguardo al futuro” nel sistema di accoglienza attraverso elementi volti a realizzare l’inclusione sociale delle persone e la coesione delle comunità di appartenenza: dalla definizione e applicazione di standard comuni e adeguati nell’offerta di servizi tra CAS (Centri di Accoglienza Straordinaria) e SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati) – per cui si accede quasi per lotteria con disfunzioni e iniquità in particolare per i soggetti “fragili”, i minori non accompagnati e le vittime di tortura – alla semplificazione e standardizzazione del rapporto con gli enti locali.

Nel 2019, il gruppo organizza in rete con altre realtà il convegno Occupiamoci di casa – L’immigrazione e l’abitare. La necessità di un confronto pubblico che condivida esperienze pratiche e possibili soluzioni nasce dopo un anno di monitoraggio di situazioni abitative di persone richiedenti asilo e rifugiate che per vari motivi si ritrovano escluse dal sistema di accoglienza.

Nel 2019 Senza (s)campo – Lo smantellamento del sistema di accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati affronta i cambiamenti nel sistema di accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati: le conseguenze della contrazione dei finanziamenti e della nuova normativa sulle strutture di accoglienza, le esperienze di centinaia di persone che si ritrovano sul territorio metropolitano senza accoglienza.

Emerge uno scenario sempre più difficile, dove l’erosione dello spazio di diritto va a incidere su tre dimensioni, fondamento di qualsiasi percorso di integrazione: la casa, il lavoro, i documenti. Il Naga osserva sempre più persone spinte inesorabilmente dentro circuiti di marginalità.

Nel 2021 Più fuori che dentro – Il nuovo sistema di accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati e la condizione di chi ne rimane fuori. Un’indagine qualitativa è il risultato dell’attività 2020-2021, segnati in modo drammatico dalla pandemia da Covid-19.

Si sono radicalizzate la fragilità e la precarietà esistenziale delle persone: sia fuori che dentro il sistema di accoglienza. Il ricorso alla sussidiarietà del terzo settore diviene strumento di intervento strutturale per la gestione delle questioni sociali, con il conseguente e drammatico aumento delle disuguaglianze. La città di Milano si delinea molto lontana dall’immagine accogliente e solidale, parte della popolazione è infatti strutturalmente esclusa dall’accesso a diritti fondamentali.

Nel 2022 il gruppo rilancia un confronto pubblico sull’esperienza dell’abitare a Milano di persone migranti e non con l’occasione del convegno Diritto di partire, diritto di restare, diritto di abitare. L’accoglienza per persone richiedenti asilo e rifugiate in Italia non è un diritto garantito. Chi ha la fortuna di entrare nel sistema di accoglienza, quando ne esce, non trova soluzioni abitative adatte.

Oggi,il gruppo Osservatorio prosegue a monitorare il sistema di accoglienza e di non accoglienza, con visite alle strutture e agli insediamenti informali, interviste agli operatori e operatrici e alle persone direttamente protagoniste.

Continua la propria attività sul diritto all’abitare: il dopo accoglienza e la difficoltà a trovare soluzioni abitative adeguate è una delle maggiori criticità che emerge nei sopralluoghi e negli incontri con gli operatori e le operatrici.

La comunicazione dei media intorno al fenomeno dell’immigrazione, di cui viene fatta un’attenta analisi nei report, troppo spesso non restituisce con forza la privazione di diritti fondamentali che avviene quotidianamente ai confini così come al centro delle città. Tra le attività di sensibilizzazione, oltre alle pubblicazioni di report e iniziative pubbliche, l’Osservatorio organizza interventi nelle scuole e nelle università e pubblica ogni due mesi questa rivista online, FuoRivista. Partecipa inoltre a iniziative e reti sia sul territorio, come ad esempio il Coordinamento Regionale Asilo Lombardia, che nazionali.

La non-gestione del fenomeno migratorio e dell’accoglienza rappresenta simbolicamente e concretamente la scelta di non attuare progetti strutturali.

Il fenomeno migratorio andrebbe affrontato con coraggio, lungimiranza e senso della storia. Invece, a partire dalle amministrazioni locali italiane fino alle politiche europee in tema di immigrazione, viene svuotato dei suoi diritti e di umanità.

È una questione di Euro…pa, l’immagine che chiude il primo report del 2016, realizzata da Vermi di Rouge x NAGA.

                             


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